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Sarà un ritorno prestigioso quello di Uto Ughi a Sulmona. L’emblema mondiale del violino tornerà a suonare al teatro Caniglia dopo 28 anni per quella che sarà la sua quarta esibizione in città. L’evento che si terrà domenica 8 marzo alle ore 17.30 è stato promosso dalla Camerata Musicale Sulmonese in collaborazione con la Fondazione Carispaq, il Comune di Sulmona, la Regione Abruzzo e il Ministero per i beni e le attività culturali. Come ha spiegato il direttore artistico della Camerata Musicale Gaetano Di Bacco questa mattina in conferenza stampa alla presenza del presidente Cms Antonio Tanturri, della Fondazione Carispaq rappresentata dal presidente Domenico Taglieri e da Armando Sinibaldi, la presenza di Ughi a Sulmona è il coronamento di una stagione teatrale che volge al termine e nella quale sono stati raggiunti risultati importanti con il teatro quasi sempre pieno. La Fondazione Carispaq dal canto suo ha rinnovato l’entusiasmo per la partecipazione all’evento ed ha annunciato che presto verrà presentato un grande progetto culturale nel quale la Camerata Musicale sarà uno dei partner fondamentali. Al momento sono stati venduti già 450 biglietti, mentre i rimanenti sono in vendita sul circuito Ciaotickets.
Uto Ughi fa parte di quella schiera di violisti di vecchia scuola, come Salvatore Accardo, Carlo Alberto Bianchi, Franco Gulli, Riccardo Brengola e diversi altri non da meno. Uti fu ragazzo prodigio, precoce nell’apprendere l’arte del violino, strumento alquanto difficoltoso, sia per la tecnica dell’arco che per quello dello strumento. Strumento tra l’altro portato all’apice del successo dall’inarrivabile genovese, Niccolò Paganini che rivoluzionò la sua tecnica, portandola al confine massimo. Dopo di lui, nessun altro si inventò posizioni e tecnica dell’archetto. Uto Ughi ha suonato di tutto, riuscendo a superare le tante difficoltà dei compositori. Suona Paganini, Camille Saint Saën, Édouard-Victoire-Antoine Lalo, Antonio Vivaldi, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Mozart, Beethoven, Brahms, Dmitrij Dmitrievič Šostakovič,Tartini, Corelli, Pugnani, Ravel, etc.etc. Non c’è nulla che non riesca suonare con i suoi violini, uno Stradivari appartenuto al leggendario-Kreutzer, cui Beethoven dedicò la sua famosa “suonata a Kreutzer” ed un Guarneri del Gesù. Il Guarneri del Gesù fu preferito da Paganini in quanto rispondeva al suo carattere di violinista immaginifico. Fu detto del Gesù perché firmava i suoi violini JHS.(Jesus hominum salvator). Un po’ di storia della musica non fa male a nessuno. Inutile uno che vada a sentire un concerto di musica classica quando non ne capisce una mazza. Canino che l’accompagna al pianoforte poi nel suo campo è un grande. Quando non dà concerti di suo, accompagna i grandi concertisti, come Ughi ed anche Accardo. Andate ad ascoltare Uto Ughi, è una esperienza unica , una occasione irripetibile per Sulmona.
Inutile? Credo sia un concetto che in estetica non abbia diritto di cittadinanza. Chiedete a chi ne sa più di me