
Dalla segreteria del viceministro alla Giustizia Andrea Giorgis, sono trasaliti, ieri, quando la delegazione del Pd abruzzese ha spiegato che i quattro tribunali non capoluogo di provincia, quelli in proroga perenne, ovvero Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, da anni, ormai, non ottengono personale amministrativo in organico, e in particolare modo cancellieri.
Problema, eppure, più volte posto in questi anni alla politica e al ministero, con il Guardasigilli Alfonso Bonafede che esattamente lo scorso anno, nel pieno della campagna elettorale per le regionali, aveva anzi promesso, durante la sua improvvisa visita al tribunale di Sulmona, un intervento immediato. “A marzo (2019, ndr) – aveva detto il ministro – assumeremo tremila amministrativi e copriremo anche le esigenze di Sulmona”.

Certo nel frattempo il governo è cambiato e solo ora, a distanza di un anno, e con un altro governo, il ministro Bonafede (uno dei pochi ad aver conservato il dicastero nel passaggio tra il verde e il rosso) si appresta ad incassare il concorso pubblico che sarà varato con il decreto Milleproroghe e che prevede l’assunzione di 4mila amministrativi, tra cui 2.700 cancellieri.
Il problema è che al momento, se non si interverrà per correggere il tiro, i quattro tribunali in proroga potrebbero non usufruire dell’infornata di assunzioni. A quanto pare, infatti, nel database del ministero della Giustizia è segnalato lo stato delle piante organiche dei magistrati dei tribunali minori, ma non quelle dei cancellieri.

E così che, ad esempio a Sulmona, si è arrivati ad una carenza spaventosa, che conta quasi venti unità in meno di quelle previste dalla pianta organica. Una mancanza che tradotta in punti percentuale arriva al 40% della forza lavoro in meno.
“Dal ministero ci hanno assicurato che interverranno subito per correggere questa stortura – spiega l’avvocato Gaetano Biasella, che ieri ha partecipato all’incontro in qualità di delegato per la provincia dell’Aquila del Pd – la dottoressa Tanda, segretaria particolare di Giorgis, che era assente perché doveva presenziare l’apertura dell’anno giudiziario a Torino, si è mostrata molto sensibile e alquanto stupefatta della cosa. Speriamo che questa stortura sia corretta in tempo per usufruire del concorso che sta per uscire”.
Anche perché in queste condizioni sarà difficile arrivare anche alla proroga del 2022 e, soprattutto, superarla.
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Francesco Morgante ha colto il punto…in questo momento il tribunale di sulmona, come altri a rischio chiusura, che è compreso da magistrati,avvocati,dipendenti di funzionamento del tribunale, farebbero delle grandi feste pur di vedere aumentare i numeri dei processi e supportare l’azienda tribunale e quindi dove è l’equità.
Non avete colto del tutto il problema.
Il tribunale rischia la chiusura e non è un problema di poco conto.
Personalmente la vedo dura, a tutt’oggi le deroghe che si sono avute sono state più che altro a seguito di cambi di governo, ma non si potrà andare avanti così all’infinito (ed intendo per le deroghe).
Si può ampiamente discutere sulla qualità della giustizia italiana e riforme se ne stanno tentando di fare (ultima la riforma della prescrizione ora in discussione), ma la priorità per il territorio è quella di non perdere un’altro presidio dello Stato sul territorio, che detta più brutalmente significa altri posti di lavoro.
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Forse c’è un rifuso nel suo commento quanto parla di salvezza della città grazie a chiusure di altre strutture, ma posso sbagliarmi.
Comunque rispetto ma non condivido il suo pensiero di rapporto economia cittadina – qualità di lavoro prodotto.