Nuvole e buche

Con l’inaugurazione dei due comitati elettorali dei principali competitor alla carica di sindaco, è iniziata sostanzialmente ieri la campagna elettorale a Sulmona. Manca in realtà l’esordio pubblico del terzo candidato, Nicola Di Ianni, che con le sue Metamorfosi si presenterà alla città questa sera (ore 18) al Manhattan Village in località Incoronata.

Per il momento il sabato del villaggio, abbracciato da una tregua primaverile che in entrambi i casi ha spostato il comizio all’esterno, ha mostrato la netta differenza tra i due candidati di centrosinistra e centrodestra: Angelo Figorilli e Luca Tirabassi.

Due personalità, due storie e due visioni della politica e della campagna elettorale molto diverse, quasi opposte. “Per svegliarsi e sognare insieme” lo slogan del primo, “Fidati di me” quello del secondo. Da una parte jeans e camicia, cielo azzurro e sfumature di bianco di un quadro di Claudio Del Signore, dall’altro il rigore “regimental” berlusconiano che ha pervaso manifesti e dress code degli ospiti. L’uno a immaginare una città futura, l’altro a ricordare che “non serve avere mani pulite se sono in tasca”.

Nuvole e buche.

Figorilli, giornalista di lunga esperienza internazionale, ha anteposto a tutto l’idea della città e della comunità. Lo ha fatto, da bravo giornalista, raccontando tre storie di tre persone che ha incontrato in questi giorni di “preriscaldamento” elettorale: quella di Valentina agente immobiliare che gli ha spiegato che i principali acquirenti sono stranieri che cercano “casa con vista”, quella di Antonio che per otto anni ha lavorato nel marketing turistico a Parigi e che ora è tornato a vivere a Sulmona con la sua compagna e quella di Valter che con la sua Scuola popolare di musica ha creato una palestra di vita con un immenso valore aggiunto, quello della cultura e della comunità.

Storie che sono servite a Figorilli per dare le sue priorità programmatiche: valorizzare la “città con vista”, ovvero la natura, la storia e il turismo in rete; vedere i sulmonesi che lavorano fuori come una risorsa da coinvolgere in una città accogliente che sia un posto anche per loro e riconoscere il valore dell’associazionismo e di chi in città opera instancabilmente da anni per rendere la città stessa e soprattutto i suoi cittadini persone migliori.

“Poi viene tutto il resto: il Cogesa, l’ospedale, il tribunale, il lavoro e i problemi del quotidiano – ha detto Figorilli – ma prima bisogna avere il coraggio di sognare e di non delegare, di essere artefici del proprio destino, senza credere alle promesse e alle filiere istituzionali che producono entusiasmo e illusioni e poi respingono questa città nella delusione e nella depressione”.

Tirabassi ha invece puntato tutto sulla concretezza, non senza aver prima ringraziato chi lo ha voluto come candidato sindaco: Liris, Sigismondi e Gerosolimo. Quella filiera, cioè, che, dice, “porterà finanziamenti e investimenti”, che lo aiuterà a trovare una strada per la vertenza della Marelli, a difendere l’ospedale e, ovviamente, il tribunale.

Parte dalle buche in strada il presidente dell’Ordine forense, dal decoro urbano e dai problemi di Sulmona, che vanno risolti senza troppi tentennamenti: “Occorre accelerare i processi decisionali – ha detto – e dall’ufficio non si esce se una pratica non è chiusa. Così sono abituato a fare”. Bisognerà certo convincere quelli del “posto fisso” che lavorano a Palazzo, ai quali, è convinto Tirabassi, basterà “dare il buon esempio”.

Anche Tirabassi si sofferma sul turismo, sulla necessità di intercettare i grandi flussi dell’Alto Sangro, cosa che sarà possibile, ha spiegato “solo se Sulmona tornerà a recitare un ruolo da leader del territorio che da troppo tempo ha perso”.

Oggi toccherà a Di Ianni dare la sua versione e decidere se accettare l’abbraccio dei dimasciani nella corsa alle elezioni. Per il momento sul tavolo c’è una sola lista contro le sei ciascuno (il centrosinistra deve chiudere la sesta) degli altri due candidati.

Il confine, però, è netto e, questa volta, la differenza sostanziale dice che l’uno non vale l’altro. Che bisogna decidere da che parte stare.

12 Commenti su "Nuvole e buche"

  1. bene,sotto la luce del sole i fatti,abruzzo ultimo in tutte le classifiche,qualsiasi settore/materia/campo/divisione/ambito ovunque nelle ultime posizioni,da intercettare non c’e’ nulla,cosi come da ringraziare,gli illusionisti dei finanziamenti del nulla andrebbero tutti nessuno escluso,presi a pedate bene assestate,da buon esempio,e basta ,o no/

  2. Se quelle riportate sono veramente le dichiarazioni di Tirabassi, c’è da preoccuparsi. Dunque vediamo, secondo la sua raffinata analisi:
    1) “Liris, Sigismondi e Gerosolimo. Quella filiera, cioè, che, dice, “porterà finanziamenti e investimenti”, che lo aiuterà a trovare una strada per la vertenza della Marelli, a difendere l’ospedale e, ovviamente, il tribunale”. Cioè quella filiera che finora non ha mosso un dito. Ne conseguono due considerazioni alternative. O la filiera non conta nulla, altrimenti avrebbe già risolto i problemi; oppure ha deliberatamente deciso di non fare nulla finora, per poter far valere verso (e contro) gli elettori la leva “ricattatoria”.
    2) “Occorre accelerare i processi decisionali – ha detto – e dall’ufficio non si esce se una pratica non è chiusa. Così sono abituato a fare”. Bisognerà certo convincere quelli del “posto fisso” che lavorano a Palazzo, ai quali, è convinto Tirabassi, basterà “dare il buon esempio”. Pestare un merdone come questo prima di aver messo piede in Municipio denota un talento straordinario. Suggerirei al candidato Sindaco Tirabassi di convincere e di dare il buon esempio ai suoi colleghi avvocati i quali, assieme ai medici, sono storicamente le categorie professionali caratterizzate dalla maggiore propensione all’evasione fiscale.

    Sarebbe invece interessante sapere da Tirabassi: cosa ne pensa dell’aumento del prelievo fiscale deliberato dalla “filiera” in Regione? E’ favorevole alla pedonalizzazione del centro storico? Cosa farebbe dei fondi per le strategie interne? Se si trovasse a dover indicare una priorità tra la conservazione del tribunale e il potenziamento dell’ospedale, cosa sceglierebbe?

  3. Immagino già la “filiera” che arriva dall’Aquila, cosa porterà in abbondanza in questa città.

  4. Un sindaco che rimetterebbe a posto tutte le strade urbane di Sulmona e sistemasse degnamente la Villa comunale e il verde pubblico, sarebbe il miglior sindaco da augurare a questa cittadina.
    Oltre che il migliore almeno degli ultimi trent’anni.
    I lavativi devono lavorare e produrre, per rispetto dei cittadini che gli pagano lo stipendio, un uomo di legge conosce bene gli argomenti “ persuasivi “ e inclusivi per farglielo fare, altrimenti senza indugi e tentennamenti in quanto ci si conosce tutti, pedate ben assestate sul fondo schiena.
    Per l’Irpef richiamerei il dettato dell’art. 53 della Costituzione Italiana: “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. “.
    Ma anche qui, pedate ben assestate a lavativi e incompetenti, in special modo ai ruoli dirigenziali che ne dovrebbero assicurare la funzionalità operativa ed economica. Ma è sotto gli occhi di tutti, senza ombre di smentite, che tutto va a rilento, e qualcuno ci marcia… ma molto funzionale solo nel privato dove
    si “ arrotonda “ fuori dal servizio pubblico che assicura lauti stipendi e pensione sicura.
    Parlare di evasione fiscale in modo generalizzato è sbagliato a prescindere, specialmente se vengono indicate categorie professionali; spesso si fanno notare le pagliuzze negli occhi altrui pur di nascondere le travi conficcate nei propri.
    Tribunale e ospedale sono due cose che non possono essere messe sulle stesso piano, per il semplice motivo che il secondo servirà a tutti prima o poi, al contrario del primo. Elementare.

    Per l’evasione degli avvocati sarei

    • sarei in totale disaccordo, per via della tracciabilità degli atti.

    • Questa cosa delle pedate mi fa troppo ridere. Soprattutto quando si prendono a pedate i congiuntivi.
      Sul piano fiscale: il problema non é la progressività, e chi conosce la costituzione la rispetta (non come le flat tax e i concordati di Salvini); la questione é l’aumento della pressione fiscale, a fronte di un peggioramento dei servizi.
      Tribunale e ospedale: é esattamente il punto. Si tratta di una scelta elementare. Sarebbe la scelta di Tirabassi?
      Le categorie di evasori cui ho fatto riferimento: intanto ho espressamente aggiunto l’avverbio “storicamente”, con ciò implicitamente riferendomi a dati ormai acquisiti, con studi Eures e Sole24Ore di cuni anni fa, nei quali si evidenziava esattamente quello che ho riportato. Non si trattava quindi di un riferimento generalizzato, ma evidence-based.
      Un’ultima considerazione: se non si danno pedate ben assestate a coloro che sono responsabili della situazione nella quale ci troviamo ora, come si può pensare di darle ad altri?

      • Per i congiuntivi desisti, che non li capisci, piuttosto illuminaci su cosa sono i “ cuni “ .

        • “Cuni” é un errore di battitura, in cui manca “al” all’inizio. Senza occhiali capita. Si poteva capire, ma mi rendo conto che non ti si può chiedere tanto.
          “Un sindaco che rimetterebbe a posto tutte le strade…sarebbe il miglior sindaco” é da asini, e uno é asino con e senza occhiali.
          É sempre così, chi vuole un mondo in cui poter dare le pedate agli altri, é sempre quello che, in quel mondo, le prenderebbe soltanto.
          Cari “aluti”.

  5. Cosa vuol dire “altrimenti pedate ben assestate sul fondo schiena?”
    Ogni uomo di Legge, proprio perché uomo di Legge, nel perseguire qualsiasi obiettivo, deve sempre muoversi entro il dettato consentito dalle norme.
    E questo vale per chiunque voglia fare il sindaco e per chiunque voglia rispettare la Legge.

  6. Tutto molto bello..ma l’unico che mi sembra aver “portato e supportato” la Città in questi ultimi anni si chiamava Walter Colasanti..uomo di passione e di visione..filiere esistite, esistenti e future non mi sembrano aver apportato nulla..anzi ad oggi solo Aumenti IRPEF..Ad Maiora

  7. Che smacco e delusione per la Città, un candidato sindaco scelto dagli Aquilani. A tutto c’è un limite!

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