
I familiari di Luigi Tauro, il 44enne di Bussi morto nel luglio dello scorso anno sulla A1 tra Fiorenzuola e Fidenza a seguito di un incidente con il camion, hanno chiesto al tribunale di Parma di non archiviare, come chiesto dalla procura, il caso. Se necessario anche riesumando la salma dell’uomo, per accertare se il decesso sia stato dovuto ad un malore, piuttosto, come sostiene la famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Alberto Paolini, dalla protezione non idonea del guardrail, come d’altronde ha sostenuto anche il perito di parte.
Tauro era alla guida del mezzo pesante sul quale trasportava bobine di metallo, quando per cause rimaste ignote il mezzo era uscito di strada, ribaltandosi nella scarpata.
Secondo la procura, che ha chiesto l’archiviazione, non sono configurabili responsabilità di terzi in quella morte, in quanto “non appare possibile apprezzare la violazione di alcuna regolare cautela da parte di alcuno”.
Per il perito della famiglia, però, l’incidente era avvenuto in “un punto in cui il guardrail era interrotto e non idoneo ad assorbire o respingere la massa”. Di qui l’opposizione alla richiesta di archiviazione, su cui il gip del tribunale di Parma si esprimerà il prossimo 8 aprile.
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