Meloni e Piantedosi all’Aquila, Marsilio sotto il fuoco della sinistra. Di Marco: “Parole da regimi”

Sfilata di stelle istituzionali all’Aquila, in occasione del giuramento degli degli 800 allievi vigili del fuoco del 99° corso. A fare capolino, nel capoluogo abruzzese, è Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, e il Ministro dell’Interno, Mattero Piantedosi. Al loro fianco il fedelissimo governatore marcato FdI, Marco Marsilio, e il presidente della provincia dell’Aquila, Angelo Caruso.

“Per l’Abruzzo è motivo di grande orgoglio e commozione – spiega Marsilio -. La presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi conferma l’attenzione del Governo verso la nostra terra e verso una città simbolo di resilienza.”

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, prima di recarsi in Piazza Duomo, ha fatto tappa al Parco della Memoria per rendere omaggio alle vittime del terremoto, partecipando a un momento di raccoglimento e commemorazione.

“La scelta di celebrare qui questa cerimonia così solenne e significativa – ha aggiunto Marsilio- assume un valore ancora più profondo, a pochi giorni dalla ricorrenza del 6 aprile che accompagna la scelta di realizzare una nuova sede del loro centro di formazione nazionale. Il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenta un presidio fondamentale di sicurezza, professionalità e umanità: a loro va la nostra gratitudine e il nostro augurio per una carriera al servizio dello Stato e dei cittadini.

I meloniani, tra un’inaugurazione e un giuramento a cui presenziare, devono difendersi dal fuoco dell’opposizione. Ieri l’occupazione del Consiglio Regionale, per protestare contro l’aumento delle aliquote Irpef. Oggi il consigliere regionale in quota PD, Antonio Di Marco, rincara la dose contro Marsilio.

“Fa inorridire l’utilizzo di parole pesanti come quelle che ieri, Presidente Marsilio, Lei ha rivolto a sindaci, cittadini, pensionati, studenti che avevano il diritto di protestare per l’ingiusto aumento delle tasse deciso per colmare la voragine creata dalla destra di cui è esponente ai conti della sanità – incalza Di Marco -. È brutto e istituzionalmente inappropriato, per varie ragioni: quelle parole sono eco di regimi passati che speriamo di non veder resuscitati, rivolti a parte di una comunità di cui, Le ricordo, Lei è presidente; sono ingiusti perché la protesta è stata pacifica; sono inopportuni, perché quei cittadini chiedevano solo che venisse riconosciuto loro un diritto, quello alla salute. Infatti, tutte quelle persone Le contestavano proprio questo: che dovranno pagare per i vostri tanti errori, non perché avranno una sanità migliore. Chieda scusa e lavori perché ciò accada”, dura la replica del consigliere regionale PD Antonio Di Marco al presidente Marsilio”.

“Riflettiamo sui fatti, le tasse sono aumentate, a pagare sono i cittadini: non paga chi ha governato male un comparto così delicato, né i manager che hanno prodotto i debiti della sanità – spiega Di Marco – . L’Abruzzo pagherà anche il risarcimento per l’ingiusta rimozione dei manager precedenti, fatta da voi per liberare poltrone da destinare agli amici, anche se la legge non lo consente. Uno di questi è Armando Mancini, stimato neurologo e tecnico competente ed efficace, rimosso dalla Asl di Pescara ingiustamente, come confermano i pronunciamenti di tutti i gradi di giudizio a cui si è rivolto, Cassazione compresa. Altri fatti, stavolta numerici, raccontano che con il governo di centrosinistra l’azione di risanamento della sanità è stata concreta ed efficace, concludendosi con l’uscita dal commissariamento. Durante i suoi sei anni, la situazione è completamente all’opposto: debiti, mobilità passiva, liste d’attesa, rinuncia alla cura, paesi senza medico. Questa è la storia raccontata anche dai tavoli di un Ministero che è in mano al Suo partito”.

“Chiudo dicendo che vi abbiamo visto con la faccia contrita far passare la stangata ieri in Consiglio regionale, ma non era lei che a dicembre 2023 proclamava: “Abbiamo estinto tutti i debiti che avevamo ereditato. È stato un percorso di risanamento e di rimessa in carreggiata dei conti pubblici, molto importante. Tra questi segnalo quelli della sanità, che sono la parte più importante del bilancio regionale, che abbiamo chiuso in questi anni sempre in pareggio utilizzando il Fondo Sanitario Nazionale, a differenza di altre regioni che hanno dovuto incrementare l’IRPEF per far quadrare i conti e i bilanci delle ASL. Questo in Abruzzo non è accaduto, è un indice di buona amministrazione”. Mi chiedo, invece, che teppa sia chi invece si è sconfessato e ha deciso di tassarli per colmare il buco che ha prodotto in soli sei anni, perché ha fallito nella governance della sanità”.

E non basteranno gli idranti degli 800 nuovi caschi rossi per spegnere i bollenti spiriti.

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