Droni per salvare vite in zone impervie

Sulla neve, in sicurezza, grazie alle nuove tecnologie. Si è concluso sugli impianti sciistici di Pizzalto,  a Roccaraso, il primo test con l’impiego di fari potenziati, sensori di presenza sotto la neve, termocamere e sensoristica,  per la ricerca  di persone disperse in zone impervie. Si tratta di una esercitazione eseguita dai  volontari coordinati da Valentino Arillo, nell’ambito del secondo scenario in Vlos, su ambienti impervi innevati. L’iniziativa  è partita da Civitavecchia ed è  stata autorizzata da Enac, che vede partner come Enea Unità Diagnostica e Metrologia, UniSapienza con il Dipartimento Meccanica Aerospaziale, la scuola di volo ReD-Tech con l’istruttore Luigi Contin, i piloti della Protezione Civile locale. I piloti della Protezione Civile, coordinati  dal capo reparto della Polizia di Stato Soccorso Alpino, si sono esercitati, facendo alzare un drone  e individuato in pochi minuti lo sciatore in difficoltà che è stato subito soccorso accompagnato al punto di primo soccorso. “Per offrire un prodotto turistico competitivo bisogna scommettere sulla tecnologia- commenta il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato-  e Roccaraso in questi giorni sta facendo da teatro alla sperimentazione diurna e notturna, di droni che possono alzare il livello di sicurezza in montagna. Un progetto che l’unità di crisi di Protezione civile di Civitavecchia sta portando avanti con l’Enea, la Sapienza, la Scuola Piloti Red-Tech e la Protezione Civile dell’Alto Sangro. Ne abbiamo parlato  a Pizzalto insieme con i rappresentanti territoriali dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e del Sagf della Guardia di Finanza. Siamo tutti pronti a cogliere le opportunità che la tecnologia ci mette a disposizione affinché il turismo sulle nostre montagne sia sempre più sicuro e di qualità, contando sulla tecnologia più avanzata”.

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