
Sono stati assolti perchè il fatto non sussiste Francesco Esposito e Stefano Ubaldo Risi, gli ultimi due imputati del processo sull’operazione Kanun. L’inchiesta relativa al traffico di sostanze stupefcenti nell’intera vallata, iniziò nel 2015 con l’arresto, a Popoli, di un italiano noto alle forze dell’ordine per spaccio di eroina. Da lì le indagini durante oltre un anno e mezzo con intercettazioni ambientali e telefoniche, appostamenti e pedinamenti che consentirono di accertare la presenza, tra Pratola Peligna e Popoli, di una vera organizzazione criminale capeggiata da tre albanesi e un kosovaro, due dei quali cugini, che operavano in modo orizzontale. I quattro infatti agivano in autonomia, ciascuno in una precisa zona di competenza, senza incontrarsi mai e riuscendo a mantenere una stretta collaborazione comunicando solo tramite passaparola.
Le indagini avevano portato al sequestro di un chilo e 330 grammi di droga, materiale per il confezionamento delle sostanze e di 9mila euro in contanti oltre a una pistola, dei grimaldelli e delle manette e alla scoperta che l’approvvigionamento della droga avveniva da Roma, Milano, Pescara e dalle Marche sia per spuntare prezzi concorrenziali sia per non rischiare di restare senza rifornimenti. Dodici le persone raggiunte da misure cautelari di cui cinque finite in carcere, tre agli arresti domiciliari e quattro sottoposte all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, oltre a ventisette indagati e diciotto perquisizioni domiciliari.
Ieri, alla sbarra, gli ultimi due imputati per i quali, come hanno evidenziato gli avvocati difensori Gaetana Di Ianni e Vincenzo Margiotta, non ci sono riscontri investigativi nè sul loro personale coinvolgimento nella vicenda, in particolare nelle intercettazioni nè sulla sostanza stupefacente sequestrata. Argomentazioni accolte dal giudice che per entrambi ha disposto l’assoluzione.
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