Centrale Snam, gli ambientalisti piantano un albero di ulivo. Continua la protesta a Case Pente

Dal terreno dove prima sorgevano 317 piante di ulivo, tagliate dalla Snam per realizzare la sua centrale di compressione a Case Pente, è partita questa mattina la protesta pacifica del Coordinamento per il clima fuori dal fossile, tornato a ribadire il proprio “no” a quello che per gli ambientalisti rappresenta un vero e proprio scempio ambientale.

Davanti ai cancelli del cantiere, dove i lavori di realizzazione della centrale e del metanodotto continuano, gli autori della protesta hanno piantato un albero di ulivo divenuto simbolo di una protesta alla quale hanno preso parte anche rappresentanti dei coordinamenti regionali e della Capitale.

A fare da cornice alla piantumazione dell’albero di ulivo un flash mob per rappresentare ciò che la Snam ha compiuto a danno di un territorio devastato non solo dal taglio “illegale” di piante ma anche da altre, ben più gravi violazioni. In primis un cantiere aperto senza la Via Valutazione di impatto ambientale decaduta il 7 marzo del 2023, come ricorda lo stesso Pizzola che alle istituzioni oggi chiede di “indagare su quanto sta accadendo a Case Pente dove la Snam sta realizzando un’infrastruttura non solo dannosa ma anche inutile. A confermarlo i consumi di gas che in Italia, come in Europa, sono in costante calo tanto arrivare a 60 metri cubi già nel 2023, in anticipo allle previsioni del Pniec per il 2030.

Una realtà che non giustifica l’utilizzo di 2 miliardi e 500 milioni di euro del Pnrr per un’opera “di cui se ne può fare a meno” e che invece, sottolinea Pizzola “avrebbero potuto essere investiti per la produzione di energia pulita creando posti di lavoro senza distruggere l’ambiente”. E con esso i preziosi resti archeologici, rinvenuti a Case Pente dove gli scavi hanno riportato alla luce un villaggio dell’epoca del bronzo risalente a 3500 anni fa, una necropoli con circa 100 tombe e diverse costruzioni di epoca romana e italica.

Ragioni che hanno riportato gli ambientalisti del Coordinamento per il clima fuori dal fossile in prima linea davanti ad un cantiere presidiato dalle forze dell’ordine per affidare ad un albero di ulivo la bandiera di un protesta portata avanti per l’ambiente, la sicurezza, la legalità. Per la vita.

5 Commenti su "Centrale Snam, gli ambientalisti piantano un albero di ulivo. Continua la protesta a Case Pente"

  1. Pizzola ha ragione…
    inutile che infiliamo la testa sotto la sabbi o peggio come fa qualcun altro che vede a un metro dal naso e afferma che porterà posti di lavoro ….e poi à’ finito il cantiere?? smontiamo baracca e burattini ?
    Hanno sventrato ettari ed ettari di territorio e nessuno dice A.

  2. Frekate quanta gente che ci stava.

  3. Mario Pizzola | 5 Aprile 2025 at 22:54 | Rispondi

    Si, ma quella gente è entrata in un cantiere dove c’era e c’é il cartello “Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”. Se fosse entrato anche lei ci sarebbe stata una persona in più.

  4. Piena solidarietà da un sulmonese emigrato. Che pena tornare e vedere la natura violentata!

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