“Buonasera Dottor Nisticò” al D’Andrea

Un gradito ritorno, domenica 12 gennaio, alle ore 18, quello del regista ed attore Mario Massari al teatro comunale D’Andrea di Pratola Peligna. Massaro propone un monologo tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Del Giudice “Buonasera Dottor Nisticò” per la Regia di Martina Gatto.
La storia è quella dell’ascesa e caduta morale, professionale e umana di un banchiere inciampato in un episodio di corruzione.

Il banchiere in questione è Mario Nisticò, amministratore delegato della maggiore banca di città, travolto dallo scandalo per una mazzetta che riduce la sua vita, felice e all’insegna del cinismo, in un flusso di coscienza, un monologo avviato dopo aver inviato 112 messaggi d’aiuto senza ricevere risposta alcuna. Un metro dell’abbandono di cui è, tra virgolette, vittima.

La banca è, infatti, “punto di snodo di affari leciti e illeciti, luogo nevralgico per palazzinari e businessman chiacchierati, ‘palude’ dove si decidono, nel bene e nel male, le sorti economiche ma anche le gerarchie sociali della città”.

Abbandonando la sua carica e i contesti ad essa vicini, il banchiere vede crollare attorno a sé agi e privilegi, dimenticato dalla classe “potente” che prima lo circondava e ritrovandosi solo. Anche la sicurezza familiare inizia a traballare.

Alcune recensioni recitano:

“È una storia, che sfiora tutti i giorni le vite di tutti. Storia di soldi non sempre puliti, di amori non sempre leali, di figli viziati e traditi, di pulpiti che predicano bene e razzolano male, di un uomo che, immemore dei principi appresi dai genitori, cede all’ambizione malsana e finisce per tradire anche se stesso”.

“Un monologo nervoso, vibrante, che si chiude con una efficace intuizione poetica. […] In settanta minuti la voce dell’attore tocca una vasta gamma di sfumature e di emozioni, con una presenza corporea, gestuale, drammatica, che porta in primo piano la figura di Nisticò, assediato dalla presenza- assenza dei suoi molti interlocutori e accusatori” scrive Ugo Perolino – Il Centro.

“Colpisce la claustrofobia di un mondo tessuto da falsari, il cinismo, il racconto sorprendente dell’ipocrisia che sempre
accompagna la corruzione. Tutti, figli, moglie, fratello e amanti puntano il dito contro Nisticò. Ma il pulpito è marcio”, Giosuè Calaciura per La Domenica de Il Sole 24 ore.

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