Aumento Irpef, bagarre in consiglio. La riforma fiscale passa tra le proteste

“La propaganda di Marsilio e della sua giunta è a fine corsa. Dopo la grande manifestazione di oggi ribadiamo la richiesta di dimissioni, per manifesta incapacità, della destra che governa l’Abruzzo”. Così i consiglieri di opposizione del Pd, M5S, Avs, Riformisti e Azione e della lista civica Abruzzo Insieme che con Luciano D’Amico compongono il Patto per l’Abruzzo che questa mattina hanno occupato l’aula del consiglio regionale per bloccare la discussione sul progetto di legge sull’aumento dell’addizionale Irpef.

Un’azione popolare che non ha precedenti in Abruzzo con centinaia di cittadini provenienti da tutta la regione, tra cui sindaci, lavoratori e pensionati, che in modo pacifico sono entrati in aula per sostenere con determinazione l’occupazione dell’aula Spagnoli iniziata stamane dai consiglieri regionali di opposizione. “Dopo sei anni di arroganza politica, di prepotenza amministrativa e di mancato ascolto dei reali problemi della nostra regione, gli abruzzesi hanno alzato la testa e hanno ricordato a Fratelli D’Italia, Lega, Udc e Forza Italia che viviamo in uno stato in cui i diritti vanno garantiti a tutti e in cui i cittadini devono essere ascoltati e non trattati come numeri a cui chiedere senza nulla dare” hanno dichiarato i consiglieri di opposizione. Un “no” alla politica di questa destra che, come hanno spiegato gli autori della protesta “nonostante la bocciatura espressa in commissione da tutta la società civile, ha deciso di procedere con il disegno di legge che aumenta le tasse ai cittadini”. Una forma di violenza da parte del governo regionale che oggi i partiti di opposizione e le parti sociali hanno voluto contrastare per dimostrare come il centrodestra “prenda quotidianamente in giro i cittadini celando il reale stato dei conti dell’ente che deve governare”.

A confermare le ragioni della protesta sostenuta anche dalle parti sociali che si sono date appuntamento fuori dai cancelli dell’Emiciclo, Luciano D’Amico che sottolinea come “un governo non debba limitarsi a fare una somma dei costi per ripartirli tra i cittadini come se fosse un amministratore di condominio ma debba stabilire una strategia che aiuti i cittadini nel momento in cui ne hanno più bisogno”. Come quello attuale che vede il potere di acquisto degli abruzzesi eroso dall’inflazione per un 20% e una regione che “invece di offrire servizi sanitari adeguati costringe i cittadini a farsi curare fuori, a rinunciare alle cure e a pagare il massimo dell’addizionale Irpef che – conclude D’Amico – nel disegno di legge non necessariamente è destinato alla sanità ma, come temiamo, potrebbe andare a finanziare mille rivoli di interventi a pioggia come fatto dalla legge mancia e come hanno fatto tutti i provvedimenti approvati da questo governo”.

Dure le critiche della maggioranza nei confronti di chi ha dimostrato arroganza occupando uno dei simboli della democrazie e delle istituzioni ma che, nonostante tutto, non ha impedito di approvare i provvedimenti in discussione. “La democrazia è andata avanti” ha dichiarato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri sottolineando come “ognuno si commenta per i propri comportamenti” e quanto accaduto è dimostrazione di un’opposizione che “usa violenza e non vuole confrontarsi”.

Dello stesso parere i consiglieri della Lega Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti che sottolineano come il provvedimento appena approva sia “frutto di un lavoro di mediazione tra tutte le forze politiche che ha portato alla tutela delle fasce medie così come da noi richiesto.” Ricordando come la Lega abbia sempre sollecitato una riflessione sulla rimodulazione dell’addizionale regionale con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale soprattutto per i redditi medi e medio-bassi, i consiglieri dichiarano che oggi “è’ stata accolta la nostra proposta di abbassare l’aliquota per i redditi fino ai 28 mila euro, portata oggi all’1,67% rispetto all’1,73%. E’ stata approvata la riduzione per il secondo scaglione, quello riguardante i redditi oltre i 28 mila euro e fino ai 50 mila euro, portato al 2,87% rispetto al 3,23% iniziale. Ed è stato accolto, inoltre, il nostro emendamento che prevede che le maggiori entrate derivanti dalla nuova articolazione di aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef siano destinate a sostenere il sistema sanitario regionale ed esclusivamente alla copertura dell’eventuale quota di disavanzi pregressi delle aziende sanitarie locali posta a carico dell’Ente”. Così D’Incecco e Mannetti che promettono sin da ora l’impegno di tutti per migliorare sempre di più la qualità dei servizi. “Già nei prossimi giorni – concludono i due consiglieri della Lega – dobbiamo riunirci attorno a un tavolo e lavorare per abbattere le liste d’attesa e garantire i servizi essenziali di assistenza. Lo dobbiamo agli abruzzesi”.

“Abbiamo ereditato una situazione complessa: ospedali a rischio chiusura, personale sanitario sotto pressione e costi in costante aumento – aggiunge Marianna Scoccia di Noi Moderati -. Noi, a differenza della sinistra, abbiamo scelto di non tagliare i servizi, ma di trovare le risorse per garantirli. Ci siamo battuti con determinazione per mantenere aperti gli ospedali, abbiamo condotto insieme battaglie per salvare i presidi di Pescina, Tagliacozzo, Sulmona e Castel di Sangro. E ci siamo riusciti con l’approvazione della nuova rete ospedaliera.Ma oggi la sinistra mistifica la realtà e strumentalizza il dibattito fiscale per fare propaganda”. 

7 Commenti su "Aumento Irpef, bagarre in consiglio. La riforma fiscale passa tra le proteste"

  1. Vecchio slogan | 3 Aprile 2025 at 20:06 | Rispondi

    Quindi ora “mettere le mani delle tasche dei cittadini” é diventato giusto.
    Ne prendiamo atto.

  2. “Abbiamo ereditato una situazione complessa” a quale legislatura si riferisce? No perché prima dell’attuale legislatura sempre Marsilio era presidente (dal 2019)

  3. L'Abruzzo interno abbandonato | 4 Aprile 2025 at 00:43 | Rispondi

    La Regione Abruzzo elargisce un contributo di circa €. 40.000 alla Leidaa (associazione animalista onlus) fondata e presieduta dall’onorevole Michela Brambilla che la gestisce a suo uso e consumo in maniera poco trasparente (la trasmissione “Report” le ha dedicato una puntata).
    Ne è al corrente il nostro presidente Marsilio?
    Qual è l’utilità di questo contributo?
    Prima di aumentare le tasse è buona norma eliminare gli sprechi.

  4. Perché non si sono tagliate le spese tipo: soldi al Napoli calcio, giostra cavalleresca, onlus e proloco varie, chiusura degli ospedali inproduttivi e ad incrementare la compartecipazione alla spesa con l’aumento dei ticket sulle ricette e non aumentare in modo generalizzato le tasse a chi già le paga, solo perché non ha la possibilità di evadere tipo lavoratori dipendenti e pensionati

  5. La sinistra mistifica la realtà?
    Leggo però nelle cronache sull’accaduto, anche la presa di posizione dell’Ugl, sindacato di area centrodestra.
    Quindi no sinistra.
    “Ribadiamo fortemente che l’aumento del disavanzo della sanità, sia frutto esclusivamente della cattiva gestione dell’offerta sanitaria da parte dei Direttori generali delle Asl abruzzesi ”
    Lo afferma la Ugl che ha partecipato alla manifestazione organizzata davanti al palazzo della Regione…”

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