Napoli calcio, affare fatto. Si tratta fino al 2025

Manca la firma definitiva che sarà apposta lunedì prossimo, ma tra Castel di Sagro, o meglio l’Abruzzo, e il Napoli calcio è cosa fatta. I biancazzurri del presidente Aurelio De Lauretiis, venuto personalmente in Abruzzo per verificare le condizioni, faranno infatti il loro ritiro nel capoluogo sangrino l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Quindici giorni (un ritiro ridotto per forza di cose legato al prolungamento del campionato in corso) che si annunciano intensi e partecipati e che per l’Abruzzo rappresentano un’occasione di promozione unica. Per le due settimane sono attese infatti tra le trecentomila e quattrocentomila persone: un fiume di appassionati e tifosi che dalla vicina Campania faranno la coda per vedere il loro beniamini.


L’accordo prevede un contributo da parte della Regione di circa 600mila euro, oltre al pagamento delle spese di accoglienza (circa 100mila euro) che saranno sostenute invece dal Comune, che metterà a disposizione esclusiva della squadra oltre allo Sport Village, anche tre campi da calcio e il palasport. In cambio il Napoli garantirà grande visibilità alla nostra regione che sarà pubblicizzata sul sito del Napoli calcio, sulla sua pagina Facebook e anche allo stadio. I biancazzurri poi realizzeranno una serie di eventi (ancora da definire) che animeranno Castel di Sangro durante il ritiro: incontri pubblici, serate e se le normative anti Covid lo permetteranno anche la possibilità di assistere a delle amichevoli.
Ma la parte più corposa dell’accordo, per la quale è ancora aperta la trattativa, riguarda le prospettive per il futuro: l’assessore regionale Mauro Febbo sta infatti discutendo la possibilità di legare la società all’Alto Sangro per un contratto pluriennale, fino, si dice, al 2025. Per l’Alto Sangro e l’Abruzzo sarebbe un investimento dal ritorno assicurato e che potrebbe trascinarsi dietro anche altre squadre blasonate.


Se l’accordo pluriennale, che dipende molto anche dal primo anno di rodaggio, dovesse andare in porto, infatti, l’Abruzzo montano strapperebbe al Comune di Dimaro, in Trentino Alto Adige, un rapporto storico con i partenopei, ma soprattutto si candiderebbe a vera alternativa alle località del nord Italia per i ritiri in alta quota. Un riconoscimento e un successo che non dipendono evidentemente solo dall’altitudine, ma anche e soprattutto dalla lungimiranza di Castel di Sangro di aver puntato sul turismo sportivo, realizzando strutture assolutamente competitive.

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