
Si chiudono le indagini a carico di Simone Savese (31 anni), accusato di minacce aggravate dall’uso dell’arma e danneggiamento aggravato. Sono le accuse contestate a carico del giovane dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti. Martedì 8 aprile è stato fissato l’interrogatorio dove il ragazzo potrà chiarire la sua posizione.
I fatti per i quali Savese è stato indagato risalgono allo scorso 15 ottobre. Savese si sarebbe recato assieme a due conoscenti nei pressi della residenza di una donna di 51 anni, a Pettorano sul Gizio. Una “visita” legata a un rifornimento di droga, mai ricevuta dai tre.
Il rifiuto della donna di rifornire i tre avrebbe portato Savese a sfogare la propria collera sulla porta dell’abitazione, distruggendo i vetri, e sulla vettura della donna. Il tutto è stato ripreso dai telefonini della cinquantunenne e del figlio.
Non pago, Savese avrebbe rivelato alla donna di essere lui il responsabile dell’incendio ai danni della stessa donna, nel maggio del 2024. Con gli elementi a disposizione la procura ha chiesto, e ottenuto, l’aggravamento della misura con gli arresti domiciliari per altro reato Savese, infatti, era sottoposto a divieto di avvicinamento alla propria ex compagna per atti persecutori.
Le due vicende, in un primo momento, avevano portato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona a ritenere che “ricorrono gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, vista la sua pericolosità sociale”.
Il Riesame, successivamente, ha ribaltato l’ordinanza. La procura, chiuse le indagini, ha notificato l’avviso di garanzia. Secondo il pm il 31enne sarebbe l’unico responsabile del raid vandalico.
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